Sulla trasparenza e costi della politica non transigiamo

Ieri in Consiglio Comunale abbiamo discusso e votato il Budget della società Livia Tellus Governance, holding delle partecipate del Comune di Forlì.
Come Italia dei Valori abbiamo presentato tre emendamenti nel tentativo di portare avanti lo spirito che contraddistingue il nostro partito ovvero trasparenza e tagli ai costi della politica. Il primo emendamento chiedeva di passare da CDA ad amministratore unico tutte le società controllate al 100% dalla Holding, il secondo chiedeva di mantenere l’amministratore unico e non passare a CDA come invece previsto nel documento. Il terzo chiedeva alla holding di dotarsi di un regolamento per l’affidamento dei servizi più stringente visto che attualmente utilizza quello del comune il quale prevede un tetto di 20.000€ al di sotto del quale si può fare l’affidamento diretto.
La votazione finale ha portato all’approvazione dell’emendamento numero uno ed alla bocciatura dei restanti due emendamenti. Questo ci ha spinto ad astenerci in quanto abbiamo ritenuto fosse necessario mandare un messaggio politico chiaro: trasparenza e costi della politica sono temi sulla quale non possiamo transigere.

Qui di seguito trovate il nostro intervento in Consiglio Comunale

“Finalmente e sottolineiamo finalmente approda in Consiglio Comunale il Budget delle società partecipate. Sappiamo bene che molto di questo ritardo è dovuto alla vicenda SEAF, ma vorrei in questo mio intervento lasciare da parte questa questione visto che già a lungo ne abbiamo dibattuto, ma sopratutto perché grazie ad un emendamento di Italia dei Valori, e ci teniamo a rivendicarlo, si è fissata una data entro la quale conosceremo l’epilogo.

Quando abbiamo costituito la holding sono stati due i punti che più di altri ci hanno spinto a sostenerla:
1) la consapevolezza che questo strumento ci avrebbe permesso di razionalizzare le partecipazioni del Comune;
2) che avrebbe contribuito a portato maggiore trasparenza.

E’ passato quasi un anno da quel momento, in realtà purtroppo la vicenda SEAF ha rallentato il cammino intrapreso ed ha monopolizzato l’attenzione della città. Dietro questa annosa vicenda però la holding ha cominciato a prendere forma e funzionare.
Possiamo dire che è perfetta e essere soddisfatti al 100%? Sicuramente no, possiamo affermare però che questo strumento si sta rivelando efficace per perseguire gli obiettivi che ci eravamo posti.
L’obiettivo di razionalizzare il sistema delle partecipate e portare maggiore trasparenza è stato centrato. Da un lato l’accesso agli atti delle partecipate si è notevolmente semplificato, dall’altro la razionalizzazione è cominciata e la scelta che il Comune di Forlì ha fatto uscendo da AGESS non ritenendola più strategica ne è la dimostrazione.

Detto questo vorremmo porre alcuni appunti sul Budget che stiamo per approvare. Ci rendiamo conto che è la prima volto che si predispone un documento di questo genere, quindi ci troviamo di fronte ad una novità per tutti, però sinceramente ci aspettavamo innanzi tutto una documentazione più dettagliata per le singole società: mi riferisco al fatto che non sono indicati dati non secondari come il numero di personale per ogni società, se sono in previsione assunzioni, quali sono i componenti dei CDA o gli amministratori delegati con relativi compensi e scadenze.
Inoltre per alcune partecipate in particolare ci aspettavamo fossero almeno accennate questioni fondamentali, e ciò non accade.
Mi riferisco in particolare a Forlìfarm dove ci aspettavamo maggiori dettagli in merito al rapporto con SFERA visto che tra le righe si legge di possibili collaborazioni ma ci si limita ad un accenno, senza considerale che non si affronta minimamente il tema delle liberalizzazioni! Certo, probabilmente nel 2012 non ci sarà nessun impatto perché per aprire nuove farmacie ci vorrà un po’ di tempo ma sono supposizioni che abbiamo sentito in commissione, nel budget non ce n’è traccia.
Su Hera non troviamo nemmeno un cenno agli investimenti fatti o che si faranno sul territori ne riferimenti alla fusione che si prospetta tra Hera, Iren ed A2A. Non è un tema che interessa al comune di Forlì? Non intende prendere posizione in merito? Credo sia un peccato non aver inserito nulla nel budget. Vorremmo evitare che questo tema ci piova dall’alto con decisioni già prese come avvenuto in passato. In merito a Forlì Città Solare non troviamo nel documento le informazioni relative a quali risorse verranno utilizzate per fare questi ingenti investimenti.

Oltre a questo ci sono anche altri piccoli dettagli che ci lasciano un po’ perplessi, come il fatto che si prevede la distribuzione dei dividendi nel 2012 ed a leggere da questo documento sembra che ciò avvenga a prescindere da quanto accadrà con SEAF, cosa che ovviamente non possiamo condividere in quanto riteniamo che come si è giustamente fatto quest’anno, in caso SEAF venga messa in liquidazione la holding, non debba distribuire il dividendo.
Inoltre sempre leggendo il budget non è chiaro cosa si intende fare con la gestione del personale: si è detto sin dall’inizio che la holding avrebbe dovuto occuparsi dell’amministrazione delle società controllate al 100% ma dal budget non si capisce con quale personale lo si intende fare visto che non sono previste assunzioni. Affideremo semplicemente tutto all’esterno? O ci sarà una gestione interna? Mobilità di personale tra le società partecipate? Questo dal budget non si riesce a desumere. Se vogliamo che questo sia un documento di previsione e non di rendicontazione certe previsioni devono essere inserite, altrimenti di cosa parliamo?
Poi in realtà praticamente tutte le risposte a queste domande sono state date durante la commisione, ma perchè non scriverlo? Quella che sto ponendo è una questione di metodo.
Mi rendo conto che il mio intervento è critico ma vuole essere costruttivo, essendo la prima volta per tutti è bene evidenziare i punti deboli per costruire un budget maggiormente funzionale e chiaro.

Detto questo nel Budget viene indicata la volontà di nominare due nuovi membri del consiglio di amministrazione abbandonando l’attuale organizzazione che prevede l’amministratore unico
Noi siamo fortemente contrari a questa modifica, nel momento in cui la politica ha deciso finalmente di tagliare le poltrone, e mi riferisco alle Provincie, alla riduzione dei parlamentari, al taglio dei consiglieri comunali ( nella prossima legislatura saranno 32 invece di 40) il Comune di Forlì aumenta le poltrone? E’ un segnale sbagliato che si manda alla cittadinanza e noi non possiamo condividere questa scelta, sopratutto perché riteniamo che l’attuale amministratore unico, il dottor Caristia abbia svolto un lavoro egregio nonostante le immense difficoltà che si è ritrovato ad affrontare. Ad avvalorare questo nostro pensiero c’è anche il fatto che la questione aeroporto nel bene o nel male si risolverà entro fine Aprile e questo sicuramente permetterà a chi amministra e lavora nella holding di passare da una gestione straordinaria ad una ordinaria.
Per questo abbiamo presentato un emendamento per chiedere di mantenere l’amministratore unico e chiediamo venga messo in votazione. Vogliamo che le forze politiche della città si esprimano su quello che per noi è una importante linea di indirizzo.

Sulla stessa scia di quanto appena dichiarato abbiamo presentato un secondo emendamento. Pensiamo sia necessario che le società controllate al 100% dalla holding passino necessariamente al prossimo rinnovo da CDA ad amministratore unico. Questo era un obiettivo che ci eravamo dati al momento della nascita di Livia Tellus e che crediamo sia importante mettere nero su bianco nel documento di indirizzo.

Concludo illustrando brevemente l’ultimo dei nostri emendamenti ovvero la richiesta alla società di dotarsi di un regolamento per l’affidamento di servizi visto che attualmente la società ne è sprovvista.

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Pietre contro le mafie

“La conferma che i resti ritrovati in una foiba di Roccabusambra sono realmente di Placido Rizzotto, giovane sindacalista assassinato dalla mafia 64 anni fa per il suo coraggio e le sue idee, giunge proprio nei giorni in cui altre notizie ci ricordano le parole << Mangano è un eroe >> pronunciate da Marcello Dell’Utri”. Così il Coordinatore Provinciale dell’IDV di Forlì-Cesena Tommaso Montebello commenta la notizia. “Come Italia dei Valori” – continua il Coordinatore IDV – “chiediamo alla Provincia ed a tutti i Comuni della Provincia di Forlì-Cesena d’inviare una pietra per costruire il sepolcro di Placido Rizzotto” aderendo quindi alla proposta di Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia per “dare il segno concreto che tutta la Provincia di Forlì-Cesena è unita contro la lotta alla mafia e riconosce l’onore che merita un martire per lo Stato”. Montebello conclude precisando che proprio recentemente arresti ed indagini hanno mostrato quanto le mafie siano ormai organizzate stabilmente anche nel nostro territorio “questo deve farci raddoppiare gli sforzi in azioni di contrasto e la battaglia culturale contro le mafie è importante quanto quella portata avanti ogni giorno della magistratura e delle forze di polizia.”

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Dipende da NOI

Il Parlamento attuale non è legittimato a compiere riforme istituzionali: questa è la tesi contenuta nell’appello di Gustavo Zagrebelsky dal titolo Dipende da noi. Dissociarsi per riconciliarci. E’ una tesi condivisibile se si pensa che i parlamentari sono stati eletti mediante la famosa legge “porcata” scritta da Calderoli e di fatto nominati dalle segreterie dei partiti. Ma soprattutto i partiti di cui i parlamentari sono espressione sono in piena crisi e la loro prospettiva di rilancio passa dalla capacità di riformarsi riscoprendo come fine della loro azione non l’interesse proprio ma quello dei cittadini. La necessaria rifondazione del sistema è insieme la causa del governo tecnico ed anche la giustificazione della sua permanenza oltre all’emergenza che lo ha imposto.
La richiesta contenuta nell’appello è che “ la riforma elettorale, anzi le elezioni con la nuova legge elettorale, devono precedere ogni altra riforma”. Una richiesta che interpella il sistema politico e i partiti ma non si rivolge ad essi, quasi a prendere atto definitivamente della sconfitta del sistema stesso.
Dipende da noi, sostiene Zegrebelsky, rivolgendo l’invito alla società civile, ad ogni singolo cittadino, a dissociarsi dal clima di connivenza e di omertà rispetto alla corruzione e alle pratiche illegittime che dominano il nostro paese. Dissociarsi per riconciliarci, per uscire dalla contestazione sterile e crederci. Credere che la società civile possa e debba essere ascoltata.
Un movimento dal basso che potrebbe essere schematizzato in questo modo: la società civile chiede un’interlocuzione esigente, pubblica con i partiti politici; i partiti politici danno un forte segno di discontinuità ricercando le riforme nell’interesse non di se stessi ma dei cittadini, il Parlamento attua le riforme, a partire dalla legge elettorale.
I Comitati in Difesa della Costituzione si sono mobilitati per appoggiare questo movimento e a loro volta richiedono che l’attuale Parlamento proceda speditamente alla riforma elettorale, mentre sostengono che le riforme costituzionali debbano essere rinviate alla prossima legislatura. Una legislatura costituente, un nuovo Parlamento che potrà essere all’altezza a patto che la società civile si assuma con attenzione e responsabilità il compito di selezionare i prossimi rappresentanti eletti in Parlamento. Dipende da noi.

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Troncare il filo che lega la sanità alla politica

I giornali di oggi portano alla luce indiscrezioni che vorrebbero la direttrice generale dell’Ausl Petropulacos in partenza da Forlì. Come spesso accade in questi casi la notizia diviene pubblica quando ormai i giochi sono fatti e la politica ha già deciso. Nomine che rispettano solo gerarchie dei poteri mai quelle dei saperi. Riteniamo sia necessario invertire la rotta, troncare il filo che lega la politica alla nomina dei direttori generali e lasciare ad essa unicamente il potere di indirizzo e di controllo. Fuori la politica dalla sanità , trasparenza e merito devono essere un prerequisito obbligato non slogan senza significato. Un establishment richiuso in se stesso che fa generiche invocazioni di trasparenza sempre maldeclinate nel proprio interesse.
A questo tema si aggancia anche il discorso dell’AUSL unica Forlì-Cesena. Alla richiesta forlivese di razionalizzare il sistema sanitario unificando le AUSL della provincia la regione ha risposto picche. Visti i tagli che a causa della crisi economica e della necessità di frenare il debito pubblico il nostro paese sta imponendo alle regioni perché non si vuole usare meglio le risorse e spenderle per la cura e l’assistenza dei cittadini piuttosto che in inutili sovrastrutture? Ma come fanno nella Provincia di Reggio Emilia, Modena o nella più vicina Ravenna con un AUSL unica in tutta la provincia? La realtà è per la politica due poltrone sono sempre meglio di una.

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Comportamento di Trenitalia inaccettabile

Riteniamo inaccettabile la cancellazione sistematica dei treni regionali più utilizzati dai pendolari effettuata da trenitalia nei giorni di Mercoledì e Giovedì in cui ha prevalso il bel tempo. Da diversi giorni dopo le ore 14 i pendolari sono costretti ad infinite attese presso la stazione di Bologna vista l’impossibilità di trovare treni diretti verso la Romagna . La regione deve intervenire e fare sentire la propria voce facendo chiarezza su questo comportamento. La cosa più umiliante per i pendolari è vedere come rispetto ai ritardi di oltre 100 minuti dei pochi treni regionali in circolazione i frecciarossa siano sempre perfettamente in orario. Come sempre due pesi e due misure a svantaggio dei pendolari che vista la loro condizione sono costretti impotenti a subire ogni tipo di angheria.

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Autovelox di Durazzanino preso a fucilate

Rimaniamo sgomenti nell’apprendere l’incredibile notizia che ignoti hanno sparato contro l’autovelox di Durazzanino. Condanniamo questo folle gesto, risultato anche di una campagna mediatica che ormai va avanti da mesi. L’assurdità di tutta questa serie di danneggiamenti, conclusi con alcuni colpi di fucile, sta nell’accanimento contro strumenti che come dichiarato più volte dall’amministrazione sono disattivati, a dimostrazione che la volontà del Comune non è fare cassa ma educare alla legalità. Il continuo accanirsi contro chi controlla piuttosto che contro chi infrange le regole è sicuramente una delle più gravi piaghe sociali che affligge il nostro paese, l’esaltazione di questi comportamenti provoca episodi folli come quello in questione. Siamo certi che forze dell’ordine e magistratura faranno chiarezza sulla vicenda e speriamo tutti condannino un simile gesto che non può trovare giustificazioni.

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No alla propaganda Si alla legalità

Leggiamo dalle agenzie che la Lega Nord chiede al Sindaco di istituire un nuovo assessorato alla legalità “che diriga un ufficio con un numero verde che possa essere utilizzato dai cittadini e che possa fungere da coordinatore e aiutare le forze dell’ordine nel loro lavoro”. Gli amici della Lega possono tranquillizzarsi perché di “numeri verdi” a Forlì non ne abbiamo uno ma ben due: sono il 112 e 113. Carabinieri e Polizia di Stato, con l’aiuto della Polizia Municipale, impiegano ogni giorno tutte le forze a disposizione per arginare quest’ondata di furti ed illegalità,ed al di la della propaganda se si vuole risolvere il problema della sicurezza è necessario che lo Stato, e non il Comune come alcuni vogliono far credere, metta a disposizione delle forze dell’ordine maggiori risorse. Purtroppo questo non accade oggi come non è avvenuto quando il Ministro degli Interni era un esponente della Lega.
Italia dei Valori chiede che una parte dei circa 50 agenti di Polizia stanziati presso l’aeroporto venga destinata al controllo delle territorio. Attualmente il traffico passeggero presso il Ridolfi è parecchio ridimensionato rispetto agli anni precedenti e pensiamo sia uno “spreco” non sfruttare al meglio le poche risorse a disposizione della città. Solo con atti concreti come questi si può aumentare la sicurezza dei cittadini, il resto rimane propaganda.
Un esempio sono le ronde, grandissimo cavallo di battaglia della Lega Nord che dopo esser stato spacciato per anni come l’unica ancora di salvezza alla dilagante criminalità all’atto pratico ha fallito miseramente. Il Comune di Forlì su richiesta di tanti cittadini ed applicando la normativa nazionale voluta fortemente dalla Lega ha provveduto ad attivare gli Assistenti Civici, gruppo di cittadini volontari che passeggiando per la città hanno come compito quello di “supportare” le forze dell’ordine ad esempio segnalando eventuali episodi di illegalità.
Com’è finita? dopo l’entusiasmo iniziale purtroppo il numero dei componenti di questa ronda comunale è andato calando ed oggi i membri che effettivamente si impegnano si contano sulle dita di una mano. La società civile può sicuramente contribuire alla sicurezza di una città, ma senza risorse e personale professionista qualificato è difficile raggiungere veri risultati.

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