Forlì dedicherà una via a Placido Rizzotto

Approvato all’unanimità la mozione per intitolare una strada a Placido Rizzotto sindacalista ucciso nel 48’ a soli 34 anni da una banda guidata dal giovane Luciano Liggio ed il cui corpo fu gettato in una foiba di Rocca Busambra.

La storia di Placido Rizzotto, ucciso dalla mafia corleonese, per avere difeso le ragioni dei contadini di fronte al grande latifondo, è diventato negli anni un vero e proprio simbolo per tutta l’Italia, un esempio che ha contribuito ad avviare l’Italia verso una coscienza civica che ha voluto spezzare il clima di omertà.

Con questa mozione l’Italia dei Valori vuole ricordare il suo gesto e mostrare rispetto solidarietà per tutti coloro che quotidianamente rischiano la propria vita per opporsi alle mafie.

In tutto il nord Italia, purtroppo, questa piaga sembra essersi estesa e il timore che anche l’Emilia Romagna duramente colpita dagli ultimi drammatici episodi legati al terremoto possano diventare uno spiraglio per le infiltrazioni mafiose deve essere combattuto e osteggiato in ogni modo. La mafia, proprio come un virus, prolifera fra le macerie delle catastrofi naturali, fra appalti, imprese, riciclaggio di denaro e l’Emilia, dopo i drammatici eventi della primavera, rischia non poco.

Per questo l’idea di intitolare la strada al sindacalista ucciso dalla mafia vuole essere anche un simbolo che possa fare capire Noi da che parte stiamo.

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Deliri di un giorno di mezzo Ottobre

Intitolare l’Aeroporto di Forlì a Mussolini. Quando leggi sui giornali certe parole non puoi che pensare ad uno scherzo, invece è tutto vero!

Sono sconvolgenti le parole di Massimo Balzani che propone di intitolare l’aeroporto di Forlì a Mussolini per rilanciarne la notorietà. Mi interrogo su come si possa avere un idea così malsana, come se in Germania qualcuno proponesse di intitolare un aeroporto ad Hitler.

Come Consigliere Comunale ma ancora prima come cittadino sono profondamente offeso da questa proposta che ritengo un vero oltraggio alle tante vittime del nazifascismo e più in generale alla memoria storica dell’intero paese.

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FUSIONE HERA-ACEGAS: Fieri di fare parte di una la maggioranza che dirà “NO”

Apprendiamo con grande soddisfazione che a Forlì il sindaco Balzani ed il Partito Democratico si sono pubblicamente espressi contro la fusione tra Hera e AceGas. Italia dei Valori si è espressa contro questa operazione sin dal mese di luglio scorso, quando i Consigli di Amministrazione di Hera e AcegasAps Holding approvarono l’ “accordo quadro” che dovrebbe portare a questa fusione. A Forlì la maggioranza si esprimerà in modo unitario bocciando questa fusione nel nome dei beni comuni. Un atto di compattezza che ci lascia molto soddisfatti e che speriamo possa essere di esempio per tutti i consigli comunali che ancora devono esprimersi su questa fusione. Quella di Italia dei Valori è una posizione forte e unitaria in tutta la regione, dove il nostro partito si è opposto, si oppone e si opporrà a questa operazione, vero simbolo della politica della finanza che ignora gli interessi dei cittadini. Speriamo che nel resto della regione il Partito Democratico segua l’esempio dei colleghi forlivesi. Se le amministrazioni e i sindaci dei comuni dell’Emilia Romagna sapranno dire “NO” riusciremo a dimostrare che la politica non è solo quella che i media ci mostrano, dove l’interesse di pochi va a scapito dei molti, ma che al contrario è ancora in grado di mettere al centro i cittadini.

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La dipendenza da gioco d’azzardo non va sottovalutata, le istituzioni intervengano

E’ recentissima la notizia riportata dai media locali di un giovane arrestato per spaccio di droghe pesanti. Fino qui non ci sarebbe niente di strano, se il ragazzo non avesse dichiarato alle forze dell’ordine di essere stato indotto a spacciare a causa della sua dipendenza dal gioco d’azzardo, e dalla conseguente necessità di procurarsi soldi. Tanti soldi.

Questo sconcertante fatto di cronaca, accaduto nel nostro territorio, dimostra che le patologie da gioco compulsivo non si limitano ad essere un dramma privato della vittima, della sua famiglia, un rischio per il suo personale patrimonio. E’ pur vero che chi soffre di questa dipendenza patologica spesso compie piccoli furti per soddisfare la necessità di soldi, ma questo ultimo, grave episodio significa che tale dipendenza costituisce ormai una diretta minaccia per la sicurezza di tutti i cittadini e una grave forma di degrado del territorio e del tessuto sociale.

Italia dei Valori, che non ha mai sottovalutato questo problema, nel maggio scorso organizzò alcuni incontri per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. Sarebbero oltre 800.000 gli italiani che soffrono di patologie da gioco compulsivo e oltre 3.000.000 quelli potenzialmente a rischio.

“Ieri abbiamo presentato in Consiglio Comunale a Forlì una mozione che si pone l’obiettivo di contrastare questa piaga sociale e chiederemo a tutte le forze politiche di condividere questa battaglia” dichiara Tommaso Montebello, segretario provinciale IDV. “Non vogliamo colpevolizzare o demonizzare le sale giochi. I gestori operano – nella grande maggioranza dei casi – in piena legittimità”. Il Consigliere Comunale conclude affermando che “non servono soltanto più regole e più controlli. E’ necessario che le istituzioni, a cominciare da quelle locali, facciano tutto il possibile per arginare e prevenire i gesti di “ordinaria disperazione” legati alla devastazione umana e patrimoniale provocati dalla pratica irresponsabile del gioco d’azzardo.”

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I giovani per il Cambiamento

Sabato la 7^ Festa Nazionale di Italia dei Valori si è aperta con un dibattito tra giovani amministratori IDV dal titolo “I Giovani per il Cambiamento” alla quale ho avuto l’onore di partecipare.

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Fusione Hera-Acegas, IDV non ci sta

Nel mese di luglio i consigli di amministrazione di Hera e AcegasAps Holding hanno approvato l’accordo quadro che porterà alla cessione di Acegas ad Hera e quindi alla successiva fusione.
Questo porterà alla nascita di una super-multiutility, un soggetto con un enorme giro di affari nel campo della gestione dei rifiuti, dell’acqua, del gas e dell’energia elettrica.
Ora i comuni sono chiamati a ratificare, attraverso il voto in consiglio comunale, questa decisione già presa in altra sede. Tutto è già stato deciso e scritto senza neppure consultare preventivamente i Comuni che, pure, rappresenterebbero la quota di maggioranza assoluta.
Ci sembra molto grave, inoltre, che questa operazione disattenda l’esito del referendum sull’acqua, togliendo di fatto il controllo della gestione ai consigli comunali, che vedono assottigliarsi sempre più il loro potere decisionale in materia. Tutto questo con il silenzio dei Sindaci, che sperano di dare ossigeno alle casse comunali con un maggiore incasso proveniente dai dividendi del nuovo colosso. La nuova super-multiutility, con questa operazione, può anche mirare all’eliminazione di futuri possibili concorrenti nelle gare di affidamento dei servizi – gare divenute ormai imprescindibili – in una situazione dove oltretutto si viene a determinare la peggiore commistione tra pubblico e privato, dove il controllato nomina il controllore.
E’ chiaro che questa operazione, dal punto di vista delle società che si apprestano alla fusione, è conveniente; e lo è anche per i comuni che possono incassare di più. Non dimentichiamo tuttavia che, dietro questo apparente beneficio, nel lungo termine il cittadino viene chiamato a spendere di più in bolletta, mentre tutte le decisioni relative all’impiego di questi introiti passano sulla sua testa e su quella dei consigli comunali.
Non possiamo dunque tacere che riteniamo inaccettabile tutto questo, come già evidenziato solo otto mesi fa in occasione dell’approvazione del patto di sindacato. Eravamo e siamo tuttora convinti che sulle scelte strategiche sia necessario il pieno coinvolgimento dei consigli comunali.
Ecco perchè non ci sentiamo di ratificare questa scelta che ci viene praticamente imposta. Crediamo che il risultato referendario vada rispettato e che non sia accettabile svendere i beni comuni: e l’acqua è il bene per eccellenza, vitale quanto l’aria.
Lo dobbiamo ai cittadini.

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Ai giovani hanno rubato i sogni

Venerdì 20 Settembre alle ore 10:00 per la prima volta parteciperò a Vasto trovandomi dall’altra parte della barricata. Calcherò il palco dove un anno fa venne scattata la famosa foto, sogno di un centrosinistra mai nato, per intervenire al dibattito “I giovani per il cambiamento” insieme ad altri giovani amministratori:

Alessio Pascucci-Sindaco di Cerveteri
Pietro Galiazzo-Assessore a Noventa Padovana
Serena Bonvissuto-Consigliere comunale di Palermo
Paola Ruggieri-Assessore a Itri (LT)
Alessia Bosani-Vicesindaco di Rho

Una risposta alla politica degli annunci, a quegli slogan che ogni giorno leggiamo sui giornali del tipo: “lo facciamo per i giovani” quando nel paese reale ogni provvedimento ed ogni manovra hanno l’effetto contrario. Il numero di occupati tra i 15 e i 34 anni di età è diminuito di circa il 20% nel corso degli ultimi cinque anni, calando in termini assoluti di circa un milione e mezzo. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a maggio era del 36,2% e quando riescono ad avere un lavoro è quasi sempre precario, con un’immediata conseguenza: il 60,7 per cento dei giovani tra i 18 e i 29 anni viva a casa dei genitori.

Ed in tutto questo i giovani non riescono a reagire. La stragrande maggioranza di essi accetta in silenzio questa situazione, anestetizzati da una società che li ha resi incapaci di sognare. Perché infondo quello che manca ai giovani è proprio questo, sognare il proprio futuro e lottare per far sì che si avveri. I nostri genitori non partivano da posizioni migliori della nostra, anzi molto spesso avevano molto meno, sia in termini economici sia in termini di istruzione. Oggi a differenza di allora ai giovani non vengono dati gli strumenti per realizzarsi, per ottenere l’indipendenza e farsi una famiglia.

C’è uno spread di cui nessuno parla. Provate ad andare in un parco giochi a Berlino ed a qualunque ora troverete giovani famiglie di 25-26-27-28-29-30 anni con uno o più figli. Fate la stessa operazione nella vostra città. Mosche bianche sotto i 36-37 anni. Di questo spread nessuno parla, non c’è governo tecnico o documento politico che se ne occupi. Ma la civiltà, il futuro ed il progresso di una nazione passa da lì, dalla possibilità di essere giovani e di vivere da adulti.

Italia dei Valori vuole dare un segnale forte e far comprendere come da tempo stia investendo sul territorio per creare la futura classe dirigente.

Tra questa classe dirigente una buona parte è composta da giovani che hanno sulle spalle una responsabilità maggiore, riuscire a convincere anche gli altri giovani a sognare.

Per chiunque volesse guardare l’evento in diretta streaming può andare all’indirizzo http://www.italiadeivalori.it/vasto2012/

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