Sostegno a Drei ed adesione al Gruppo Misto

Come consiglieri eletti nelle fila dell’Italia dei Valori, riteniamo giusto motivare la nostra decisione di sottoscrivere l’appello a favore della candidatura di Davide Drei alle primarie del Partito Democratico. Per oltre quattro anni abbiamo affiancato il PD sui banchi della maggioranza in un periodo molto difficile e delicato per l’Italia intera, che si è trovata ad affrontare una crisi economica, ma anche morale, che ha minato in profondità il tessuto sociale, con le ricadute che conosciamo anche a livello locale. In questo difficile quinquennio abbiamo potuto apprezzare l’operato di Davide Drei, occupato nella gestione di deleghe così delicate, che lo hanno portato ad essere sempre a contatto con ogni problematica di tipo sociale, quindi con temi che abbracciano trasversalmente ogni aspetto della vita della nostra città, con uno sguardo ampio e con competenza.

Per questo motivo crediamo che la proposta politica di Davide Drei per la nostra città abbia quel giusto apporto di idee nuove, poggiate sulle solide fondamenta dell’operato dell’attuale amministrazione, necessarie per vedere portate a compimento le battaglie che assieme abbiamo iniziato, con quell’approccio di attenzione alla persona che ha caratterizzato il lavoro di Drei in questi anni.

E’ però dovuta una precisazione: la nostra decisione non è stata presa a nome di Italia dei Valori ed anzi riteniamo sia necessario in questo delicato momento politico fare chiarezza.

La nostra presa di posizione deriva dal fatto che non potevamo restare sugli spalti a guardare una partita che deciderà il futuro della nostra città, ma, pur ritenendo che in questi anni l’Italia dei Valori abbia portato avanti partite importantissime e spesso trascurate, che ci hanno visti impegnati su tematiche forti con convinto entusiasmo, già da tempo il nostro consenso sull’attuale linea del partito è venuto meno, al punto da decidere di non rinnovare la nostra adesione.

Per coerenza dunque con il percorso intrapreso, comunichiamo la nostra intenzione di lasciare il gruppo Italia dei Valori per aderire al gruppo misto.

Tommaso Montebello
Federico Balestra

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Il coraggio ed il suicidio

Oggi, giorno del funerale di Don Gallo, voglio portare alla vostra attenzione le storie di Carolina e Davide.

Due storie totalmente diverse che mi hanno colpito profondamente, accomunate unicamente dal dolore, dalla sofferenza, dall’umiliazione, dall’isolamento, dalla morte, dal suicidio e dall’incapacità della nostra società di comprendere i protagonisti.

Carolina, 14 anni, il 5 Gennaio 2013 decide di farla finita e sceglie il salto nel vuoto lanciandosi dal terzo piano della sua casa di Novara, voleva volare via da quella vita. I giornali allora titolarono “tutta colpa dei bulli”, oggi le indagini della magistratura fanno emergere una realtà molto più brutale. Come potete leggere qui Carolina non si è suicidata perchè dei bulli la deridevano per il suo aspetto, il suo carattere, il suo modo di fare. Carolina è stata violentata e ripresa da sei suoi coetanei che non contenti, dopo la violenza sessuale hanno continuato a violentarla con le parole, fino a quando lei non ha messo fine a tutto.

Davide, 17 anni, probabilmente molte volte ha guardato fuori dalla finestra di camera sua come ha fatto Carolina il 5 Gennaio probabilmente, immaginando se stesso salire sul cornicione e gettarsi nel vuoto. A differenza di Carolina lui non ha trovato il coraggio, non ne conosco il motivo, so solo che un altro suicidio lo ha spinto a reagire ed a scrivere una lettera al Direttore di Repubblica in cui non chiede molto, chiede solo solo di esistere, solo di poter amare. Già perchè in Italia gli omosessuali non possono amare, non possono sposarsi, non possono vivere una vita normale, in Italia l’amore omosessuale non esiste. La lettera in questione, unica alternativa di Davide al suicidio come lui stesso scrive, è stata ispirata dal suicidio di Dominique Venner, 78 anni, che si è sparato in bocca nella chiesa di Notre-Dame per protestare contro i matrimoni tra omosessuali. Come scrive Davide nella lettera “il vero coraggio non è suicidarsi alla soglia degli ottanta anni ma sopravvivere all’adolescenza con un peso del genere, con la consapevolezza di non aver fatto nulla di sbagliato se non seguire i propri sentimenti, senza vizi o depravazioni.”

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In un universo parallelo..

Mi voglio lanciare in un azzardata analisi di quanto accaduto in un universo parallelo dove la politica italiana è più lungimirante, più coraggiosa e generosa:

– Il giorno dopo le elezioni il PD e Bersani aprono a Grillo ed al M5S.
– Dopo una serrata trattativa il M5S accetta di far nascere il governo Bersani con un appoggio esterno, indicando alcune autorevoli persone come Ministri di tale Governo, stringendo l’accordo di scegliere congiuntamente il Presidente della Repubblica e stabilendo che il primo atto del governo sia la legge sul conflitto di interessi.
– Nasce il governo Bersani I all’insegna del rinnovamento, composto da Ministri di alto profilo e non da tromboni della politica.
– Viene approvata la legge sul conflitto di interessi che rende Berlusconi ineleggibile dando luogo ad un insanabile spaccatura politica con il PDL
– Dopo un lungo confronto su chi eleggere Presidente della Repubblica, le quirinarie e ampio dibattito si decide di votare Rodotà.
– Stefano Rodotà viene eletto Presidente della Repubbica alla 4 votazione.

Questo è quello che anche da noi poteva essere ma non è stato. Le colpe non ricadono unicamente sul Partito Democratico ma anche su Grillo ed il M5S che hanno anteposto il proprio tornaconto elettorale alla possibilità di cambiare il paese. Sono sicuro che a livello elettorale le scelte di Grillo e del M5S in questo universo si sono rivelate azzeccate, il patetico spettacolo regalatoci dalla politica negli ultimi giorni culminato con la rielezione di Napolitano farà sicuramente crescere il consenso del M5S. Sicuramente però, in quell’universo parallelo dove le cose sono andate diversamente l’Italia ci ha guadagnato.

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Femminicidio: Rivoluzione Civile risponde ad Amnesty ed alcune proposte in quanto candidato

Lettera aperta indirizzata a Luisa Betti, in risposta al sul post “Femminicidio:il silenzio delle liste”.

Gentile dott.ssa Betti,
mi chiamo Tommaso Montebello e sono candidato alla Camera dei Deputati per Rivoluzione civile in Emilia Romagna. Sono d’accordo con quello che scrive: in questi anni la politica si è resa cieca, sorda e muta di fronte al fenomeno della violenza di genere. Qualche voce si è levata ogni anno in occasione del 25 novembre e dell’8 marzo, ma poco si è fatto di concreto. Rivoluzione Civile, però, ha risposto alle 10 domande di Amnesty compreso il punto sul femminicidio ( costituisce il punto 2 delle risposte)

Sappiamo che spesso i femminicidi sono “morti annunciate”, perchè l’apice di anni ed anni di violenze.
E’ importante che il Parlamento, con la prossima legislatura, presenti soluzioni a questo problema. E’ importante che la Convenzione di Instanbul non sia un semplice documento ratificato, ma un tracciato da applicare. E’ importante che i centri anti-violenza vengano supportati e finanziati, non chiusi ( come sta accadendo).
Credo che si debba fare una distinzione: soluzioni a breve termine e soluzioni a medio-lungo termine.
Porto solo alcuni esempi ( ma molto altro si può fare ), che in alcuni paesi sono stati messi in pratica.

Per quel che riguarda il breve termine si potrebbe lavorare sul sostegno alle donne che decidono di denunciare violenza: accanto al supporto psicologico è necessario il supporto materiale, ad esempio lo Stato potrebbe farsi carico delle spese legali della vittima che denuncia.
Inoltre potrebbero essere utilizzati i braccialetti elettronici per gli stalker: molti femminicidi in realtà sono compiuti da stalker ai quali era stato posto il divieto di avvicinarsi alla vittima e ai luoghi da lei frequentati, va da sè che il semplice divieto formale non è sufficiente.
Inoltre si potrebbero istituire corsi di autodifesa alle scuole superiori.

Sul lungo termine è invece importante che i giovani crescano con la consapevolezza che la violenza è sbagliata, e questo può accadere solo attraverso le scuole e dei programmi specifici che coinvolgano non solo i giovani e gli studenti, ma anche i genitori.
Penso anche che in famiglia, così come si cerca di insegnare che l’omicidio e il furto sono sbagliati, si dovrebbe cercare di comunicare che anche la violenza domestica e lo stupro sono sbagliati.

Solo attraverso una azione normativa di ampio respiro, la riduzione del divario fra i generi e attraverso una nuova cultura e rappresentazione delle donne si può sperare di combattere questo fenomeno.

Infine vorrei ricordare che ci sono anche vittime “indirette” della violenza, cioè i bambini. Save the Children e l’Onu hanno posto l’accento sui danni a lungo termine che la “violenza assistita” provoca sui bambini e sulle bambine. Si tratta di conseguenze devastanti per il loro sviluppo psicofisico. Da figlio, che ha avuto un buon padre, posso tranquillamente dire che un padre che picchia la madre in realtà non è un buon padre.

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Al servizio della Rivoluzione

Sono passati oramai 7 anni dalla vigilia delle elezioni Politiche del 2006 che videro vincere il centro sinistra guidato da Prodi.
In quell’occasione mi resi conto che non potevo stare a guardare, lasciando ad altri il compito di decidere per me.

Oggi più che mai sono convinto che quella scelta fu giusta ed oggi, ancor più di allora, è necessario impegnarsi.

Questo mi ha spinto ad accettare la proposta di candidatura alla Camera dei Deputati con Rivoluzione Civile, in questo momento è più che mai necessario metterci la faccia. Voglio mettere al servizio di tutti la mia energia, la mia esperienza maturata come consigliere comunale, tutta l’onesta di un ragazzo che fa del rispetto delle regole la sua stella polare.

Le Rivoluzioni hanno sempre visto per protagonisti i giovani, forse perché si è più incoscienti, forse perché si ha poco da perdere, forse perché non ci si arrende, forse perché si è più disposti a ribellarsi e non tacere o forse perché si è ancora capaci di sognare.

La mia Rivoluzione è riuscire in questa breve campagna elettorale a svegliare dal torpore i miei coetanei. Vorrei che capissero che c’è bisogno di loro, di noi.

In quest’Italia di dinosauri la Rivoluzione può partire solo se la mia generazione smetterà di stare in disparte. E se ciò accadrà la Rivoluzione sarà raggiunta a prescindere dalla percentuale che Rivoluzione Civile otterrà.

Le percentuali passano, i valori restano.

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La Rivoluzione sta arrivando

Sono passati ormai due mesi dall’ultima volta che ho scritto nel mio blog. Questa mancanza è stata dettata dall’enorme sconforto che mi ha colpito a seguito del repentino crollo di Italia dei Valori dovuto a scandali, alla scissione di Donadi ed alla spirale autodistruttiva che ha potortato IDV a percentuali “da prefisso telefonico”, una condizione a mio avviso immeritata viste le battaglie politiche portate avanti in questi anni, le campagne referendarie promosse e vinte, il ruolo di unica vera opposizione sostenuto con coerenza anche quando per convenienza sarebbe stato meglio tacere.

Poi è successo qualcosa, Antonio Ingroia ha fatto un passo avanti e tutti coloro che si sono fermamente opposti al Governo Berlusconi prima ed al Governo Monti poi, quelle forze politiche e sociali, quei cittadini che in questi anni si sono ritrovati fianco a fianco in numerose battaglie anche se provenienti da mondi totalmente diversi hanno trovato nell’ex pm di Palermo il punto di incontro.

Rivoluzione Civile nasce per dare all’Italia un’alternativa alle politiche di austerità promosse da PD,PDL e Monti in quest’ultimo anno, un movimento che si candida alla guida del paese per far si che legalità e solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese, per uno Stato laico che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere, per una scuola pubblica che valorizzi gli insegnanti e gli studenti con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale del settore; vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico; vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini, e che la scelta della pace e del disarmo sia strumento politico dell’impegno dell’Italia nelle organizzazioni internazionali, per dare significato alla parola “futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese; vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse; vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro, il ripristino del diritto al reintegro se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento e la centralità della contrattazione collettiva nazionale; vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici, e che l’informazione non sia soggetta a bavagli; vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento; vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune e non si limiti alla legalità formale, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per reati gravi. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi ed eliminare le leggi ad personam.

In poche parole vogliamo che la Costituzione venga finalmente applicata.

Non è una sfida facile, ma la grande partecipazione alle assemblee pubbliche ci fanno comprendere che la strada è quella giusta. Appena nati siamo ben oltre la sognia di sbarramento ed in costante crescita, siamo la vera novità di queste elezioni politiche.

Questo ovviamente non significa che IDV è morta, le buone idee non possono essere sconfitte. Il fango e gli errori possono mettere in difficoltà un partito non le sue idee che proseguono con la stessa forza di prima.

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Noi No: uomini contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. I dati sulla violenza sulle donne nel nostro paese sono allarmanti, ogni 60 ore avviene un femminicidio ed il numero delle violenze sulle donne sono in aumento. La violenza di genere non può e non deve essere un problema esclusivo delle donne: infatti se le donne sono le vittime , gli uomini sono i carnefici; dunque è quanto mai fondamentale che le donne e gli uomini combattano insieme questa battaglia.
Per questo Italia dei Valori Forlì-Cesena hanno aderito all’iniziativa “Noi No: uomini contro la violenza sulle donne” che tutti possono trovare sul sito http://www.noino.org
Questa comune battaglia deve essere giocata su più fronti; attraverso una campagna di sensibilizzazione indirizzata agli adulti circa la violenza fisica, psicologia e sessuale, ma anche e soprattutto attraverso un percorso di conoscenza e riflessione per i giovani e i ragazzi.

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