RU486, una storia infinita

Oggi dovrebbe decidersi se anche in Italia verrà adottata la pillola abortiva RU486, ormai da molti anni in sperimentazione. Il Sottosegretario alla Salute Roccella mette in discussione la bontà di questa pillola già adottata da quasi tutta europa e da molti altri paesi nel mondo, affermando che questo metodo abortivo non è sicuro in quanto dal 1988 sono morte 29 donne. Io mi chiedo: il Sottosegretario di un Governo può mettere in discussione la validità scientifica di un metodo argomentando tale tesi in questo modo? Quante sono le donne morte in conseguenza ad un aborto chirurgico dal 1988? Quante hanno subito la perforazione dell’utero? Non bisognerebbe salvaguardare sempre la salute del paziente? E’ chiaro che questa presa di posizione è ideologica, infatti adottare la pillola RU486 non significa liberalizzare l’aborto, vendere tale pillola al supermercato. L’aborto, pratica molto delicata, va eseguito sempre sotto controllo medico e sopratutto senza abbandonare mai la paziente che comunque subisce un trauma. Uno stato moderno dovrebbe cercare però di agevolare il paziente, rendendo il meno pericoloso e traumatico possibile ogni pratica medica.
Un altro tema fortemente legato all’aborto è l’obiezione di coscienza. Personalmente credo che fare obiezione di coscienza sia un diritto, ma questo non debba andare a ledere il diritto del paziente. Credo che il meccanismo dell’obiezione non debba aver ripercussioni sui servizi al cittadino. Purtroppo non è garantito e ciò non è tollerabile in uno stato moderno.
lunedì 17 agosto 2009 alle 09:00
purtroppo questo argomento è legato alle convinzioni religiose o laiche della persona e quindi non si può avere una linea tranquilla dentro a un partito politico.
personalmente sono per un diritto di libertà dell’agire dopo una corretta informazione,quindi le solite intromissioni dello Stato Pontificio in leggi di uno Stato confinante sono fuori luogo.
C’è poi da dire che i doc.obiettori di coscienza che come in Lombardia governata da integralisti poi fanno aborti a pagamento nel privato andrebbero cancellati dal mestiere.
lunedì 24 agosto 2009 alle 13:56
La pillola “abortiva” rappresenta come tante altre cose che incidono sulla coscenza della persone situazioni che diventano facile preda della nostra Chiesa che ben sappiamo in Italia quale potere abbia e quali pressioni ancor oggi riesca a fare sulla classe politica.
Il punto è che è comunque una pillola che non favorisce l’aborto ma rende possibile lo stesso in totale garanzia sia dello Stato che del paziente nelle condizioni a rischio dove con libero arbitrio la donna interessata dal problema possa avere la facoltà di decidere come agire.
La laicità (fino ad oggi assente) dello Stato si misura a partire anche da queste cose e quindi è ora che si abbia coraggio di cambiare senza subire i ricatti assurdi delle scomuniche!!!