La Rivoluzione sta arrivando

Sono passati ormai due mesi dall’ultima volta che ho scritto nel mio blog. Questa mancanza è stata dettata dall’enorme sconforto che mi ha colpito a seguito del repentino crollo di Italia dei Valori dovuto a scandali, alla scissione di Donadi ed alla spirale autodistruttiva che ha potortato IDV a percentuali “da prefisso telefonico”, una condizione a mio avviso immeritata viste le battaglie politiche portate avanti in questi anni, le campagne referendarie promosse e vinte, il ruolo di unica vera opposizione sostenuto con coerenza anche quando per convenienza sarebbe stato meglio tacere.

Poi è successo qualcosa, Antonio Ingroia ha fatto un passo avanti e tutti coloro che si sono fermamente opposti al Governo Berlusconi prima ed al Governo Monti poi, quelle forze politiche e sociali, quei cittadini che in questi anni si sono ritrovati fianco a fianco in numerose battaglie anche se provenienti da mondi totalmente diversi hanno trovato nell’ex pm di Palermo il punto di incontro.

Rivoluzione Civile nasce per dare all’Italia un’alternativa alle politiche di austerità promosse da PD,PDL e Monti in quest’ultimo anno, un movimento che si candida alla guida del paese per far si che legalità e solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese, per uno Stato laico che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere, per una scuola pubblica che valorizzi gli insegnanti e gli studenti con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale del settore; vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico; vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini, e che la scelta della pace e del disarmo sia strumento politico dell’impegno dell’Italia nelle organizzazioni internazionali, per dare significato alla parola “futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese; vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse; vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro, il ripristino del diritto al reintegro se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento e la centralità della contrattazione collettiva nazionale; vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici, e che l’informazione non sia soggetta a bavagli; vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento; vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune e non si limiti alla legalità formale, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per reati gravi. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi ed eliminare le leggi ad personam.

In poche parole vogliamo che la Costituzione venga finalmente applicata.

Non è una sfida facile, ma la grande partecipazione alle assemblee pubbliche ci fanno comprendere che la strada è quella giusta. Appena nati siamo ben oltre la sognia di sbarramento ed in costante crescita, siamo la vera novità di queste elezioni politiche.

Questo ovviamente non significa che IDV è morta, le buone idee non possono essere sconfitte. Il fango e gli errori possono mettere in difficoltà un partito non le sue idee che proseguono con la stessa forza di prima.

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